giovedì 29 marzo 2012

Recensioni: Waterworld


Settimana scorsa mi è capitato due volte di dover parlare di questo film, prima su Google+ parlando di flop cinematografici (il film da cui si era partiti è il recente John Carter), poi sul Post Apoc Wargames forum in un thread sui eventuali regole per un gioco di miniature dedicato. E se è vero che non c'è due senza tre, ho deciso di parlarne una terza in una recensione.

La Trama
Nel 2468, il mondo è ormai quasi totalmente sommerso dall'oceano: un cataclisma dovuto allo scioglimento dei ghiacciai ha sommerso le terre. Come conseguenza, la popolazione sopravvissuta è piombata in una specie di Medioevo, in cui però ci sono alcune tecnologie dell'"antica civiltà". In questo mondo marino, naviga un marinaio* col suo attrezzato trimarano. Quando raggiunge una città-atollo galleggiante dove vivono Helen e la piccola Enola, scopre che la bambina ha tatuata sulla schiena la mappa per Dryland, la leggendaria terra asciutta, unica sopravvissuta del terribile cataclisma. Ma presto arrivano gli Smokers, predoni del mare guidati dal famigerato e spietato Diacono*, il re dei pirati, che è anch'egli in cerca di Dryland. Fonte: Wikipedia
* La trama presente su wikipedia è stata tradotta in maniera errata dall'inglese: il protagonista viene chiamato Mariner, quanto in realtà è un marinaio senza nome, mentre viene chiamato Diacon il Diacono della Valdez.

Opinione

Waterworld è un post-apocalittico sui generis, nel senso che stravolge un po' il concetto di futuro dopo una catastrofe. Abituati al clichè delle terre desertiche e le città in rovina, è strano trovarsi in un oceano sconfinato con catamarani e moto d'acqua. Eppure, dal punto di vista della tematica, il film è forse il primo del genere eco-catastrofico.

Le fazioni in contrasto sono pesantemente caratterizzate ai due estremi per sottolineare maggiormente le intenzioni ambientaliste della pellicola: da una parte abbiamo gli Smokers, fumatori e consumatori del petrolio in esaurimento, guidati da un capo più religioso che politico; dall'altra un mutante (evoluzione dell'uomo) che si muove con la sola forza del vento.

La trama è in alcuni punti un po' esagerata, in altri in po' forzata, proprio come ci si aspetterebbe da un classico della fantascienza PA, ma in generale è godibile. E' una sorta di Mad Max sull'acqua, sfortunatamente soffre il fatto di essere stato girato dieci anni dopo e con una spesa eccessiva (al giorno d'oggi con una piscina e un greenscreen si sarebbe girato con un decimo del budget)

Da inserire sicuramente tra i classici, e anzi, con questo film inauguro la nuova categoria Classici.

Valutazioni

Fedeltà tematica: 5/5

Fedeltà visiva: 5/5

Valutazione generale: 4/5

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...