giovedì 24 gennaio 2013

Recensioni: Revolution (Parte Prima)


Avevo accennato qualcosa in questo post quando avevo visionato il trailer. Ora, avendo visto la prima parte della prima serie (che si è interrotta per la pausa natalizia e che riprenderà MOLTO dopo le feste, il 25 marzo 2013), posso fare una recensione.

ATTENZIONE: potrebbe contenere degli spoiler!

Revolution è una serie ambientata in un futuro estremamente prossimo, 15 anni dopo un completo blackout di qualsiasi forma di energia elettrica presente sul pianeta, avvenuto verosimilmente ai giorni nostri.
La società americana, dove è ovviamente ambientata la serie, è regredita all'epoca coloniale: sciabole e moschetti, torce e lampade ad olio, agricoltura e pastorizia.
Il governo è caduto e al suo posto si sono instaurate diverse forme di governo che hanno frazionato gli stati uniti in diversi stati, come ad esempio il Commonwealth della California (qualcuno ha detto NCR?), la Federazione della Georgia o la Repubblica di Monroe (che di repubblica ha ben poco, considerato che si tratta di una vera e propria dittatura militare).

Protagonisti della serie una famigliola composta dalla nipote Charlie, lo zio Miles (reclutato controvoglia in seguito alla morte del fratello/padre di Charlie), l'amico di famiglia Alan e la matrigna inglese Maggie. La loro missione: recuperare il fratello di Charlie, Danny, rapito dalla milizia di Monroe.
Ovviamente, essendoci dietro la serie la mano di J.J. Abrams, niente è accaduto per caso, pertanto una misteriosa organizzazione sta pilotando gli eventi da prima del blackout. E il padre di Charlie, in qualche modo, ne faceva parte.

Lo sviluppo delle puntate ricalca un po' il modello Lost, con frequenti flashback nei momenti chiave della puntata per meglio comprendere la psicologia e il background dei personaggi (e con un paio di attori comparsi in entrambe le serie, giusto per non farsi mancare nulla).
Molti anche i richiami ad alcuni classici della fantascienza post-apocalittica, come la villa dell'episodio Sex and Drugs che ricorda molto la magione di Eulogy Jones di Fallout, o come la comunità di soli bambini dell'episodio The Children's Crusade, molto simili agli abitanti di Little Lamplight (a loro volta ispirati dai sopravvissuti del disastro aereo del terzo Mad Max.)

In generale la serie è godibile, forse tra le prime lontana dal clichè sopravvissuti vs predoni punk. I personaggi uniscono il proprio background prima del disastro alla loro storia in corso, rendendoli meno stereotipati e in grado di crescere ed evolversi.

Come sfruttare Revolution per un'ambientazione? Considerato che, per ordine della Milizia di Monroe, tutte le armi da fuoco sono state sequestrate (pena la morte per fucilazione immediata), le persone possono combattere solo con le armi bianche. Persino la stessa Milizia possiede solamente spade e occasionalmente qualche moschetto. E' il momento buono per riciclare un po' di miniature fantasy, come ad esempio la Milizia dell'impero!


Sciabole, armi improvvisate e vestiti confezionati in casa. Le uniche armi da lancio sono archi e balestre. Proprio come nell'America coloniale.. o post-blackout. Gli unici mezzi di trasporto sono i carri trainati dai cavalli o i cavalli stessi. L'ideale per partite rapide e all'ultimo sangue!



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