giovedì 19 novembre 2015

Recensione: Niourk


Una pura, piccola perla.
L'opera del francese Olivier Vatine non può essere definita altrimenti. Commento contrastante, rispetto a ciò che viene raccontato in questa storia, impregnata di aria radioattiva e puzzo di devastazione.
Nel futuro si ritornerà nel passato; ciò che rimane della civiltà terrestre regredisce all'Età della Pietra.
In mezzo al deserto, in un’ormai utopica zona a sud dell’America, è stanziata la tribù di Thoz, il guerriero più forte, di ritorno da una battuta magra di caccia. Il vecchio “Lui-che-sa” è l’unico che può contattare gli dèi e chiedere che ci sia nuova selvaggina; così parte, sapendo già che al suo ritorno il bambino nero dovrà morire: è lui  la causa delle loro disgrazie. Ma passa il tempo e il saggio scompare. Il bambino, preso da sentimenti contrastanti, decide quindi di avventurarsi da solo attraverso i monti cubani per cercarlo.
[...]

Continua su: The Mad Otter

Niourk è l'adattamento a fumetti dell'omonimo romanzo scritto nel 1957 da Stefan Wul, un dentista francese con l'hobby della scrittura.
Uscito nel 2012 in una miniserie di tre volumi, è arrivato in Italia solo a settembre per la casa editrice COSMO con il volume unico che accorpa le tre storie: "Il bambino nero", "La Città" e "Alpha".

Un capolavoro, sia dal punto di vista della grafica che delle tematiche (una recensione più dettagliata sul sito The Mad Otter).


Valutazioni

Fedeltà tematica: 5/5

Fedeltà visiva: 5/5

Valutazione generale: 5/5

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