Recensione: Elysium


Nell'anno 2154, esistono due classi di persone: i più ricchi, che vivono su Elysium - un habitat spaziale in un Toro di Stanford in orbita attorno alla Terra - e il resto, che vivono su una sovrappopolata e disastrata Terra. Gli abitanti della Terra cercano disperatamente di sfuggire dalla criminalità e dalla povertà del pianeta, e hanno estremo bisogno dello cure mediche avvenieristiche disponibili su Elysium - ma qualcuno su Elysium non si fermerà davanti a nulla per far rispettare le leggi anti-immigrazione e garantire ai propri cittadini un lussuoso stile di vita. L'unico uomo con la possibilità di portare l'uguaglianza di questi mondi è Max Coburn (Matt Damon), un comune ragazzo 29enne con un disperato bisogno di arrivare su Elysium. Con la sua vita in bilico, si prende a malincuore in una pericolosa missione - quella che lo oppone al sindaco di Elysium, il Segretario Jessica Delacourt (Jodie Foster) e le sue drastiche misure. Max, potrebbe salvare non solo la sua propria vita, ma milioni di persone sulla Terra.
FONTE: Wikipedia (tradotto dall'autore del blog)
Mi ero "tenuto da parte" questo film all'uscita del trailer, che avevo pubblicato in questo post. Ora finalmente l'ho visto e posso procedere con la recensione.

Dopo un capolavoro come District 9 è facile che il pubblico si aspetti qualcosa di altrettanto imponente, e di solito questo è un male perché crea delle aspettative che, poco o tanto, restano sempre un po' deluse.
Fortunatamente, dopo anni di film di fantascienza deludenti, ho imparato a essere meno prevenuto e entrare in sala con il minor numero di aspettative possibili. Fino ad ora il trucco ha funzionato.

Attenzione: come riportato alla pagina Le Recensioni, è possibile che nel testo seguente vi siano spoiler. Se non avete ancora visto il film e intendete farlo è sconsigliato il proseguimento della lettura.

Opinione

Partiamo con l'ambientazione: per restare nel tema di questo blog, c'è poco di post-apocalittico. Tuttavia la Terra ricoperta a tappeto di baraccopoli, dalle quali svettano grattacieli malconci e rattoppati, è sicuramente uno sfondo della vicenda molto forte e ben realizzato. Il contrasto Terra malconcia / paradiso orbitante ricorda molto Wall-E, per citare un altro capolavoro.

Qui tornano gli argomenti "cari" a Neil Blomkamp, ovvero la ghettizzazione e il razzismo. Sulla Terra gli ispanici sporchi, malati e delinquenti. Sul paradiso orbitante, invece, i ricchi con l'accento francese e i party in piscina. In mezzo uno spazio difeso a qualunque prezzo, anche il massacro dei profughi e la deportazione forzata.
Inoltre, torna il tema della malattia: il protagonista infatti si trova ben presto contaminato ed è costretto a mettersi in gioco per tentare, inutilmente, di sanarsi.
Un altro aspetto, poco evidente ad un occhio distratto, è la completa e costante dipendenza dalla tecnologia: governi dettati da un computer, polizia e pubblica amministrazione androide, fino al punto di arrivare ad una fusione tra uomo e macchina come se fosse naturale. Per non parlare dello strapotere delle lobby dei costruttori di armamenti.

Ho letto diverse recensioni che parlavano di idee già viste: il trasporto dati cerebrale e i pirati informatici paragonati ai Lo-Tek di Johnny Mnemonic, il robot manichino "preso" da Atto di forza (ma anche Il Quinto Elemento), ecc... Quando si tratta di questi aspetti ricorrenti, spesso si parla di archetipi o, in senso dispregiativo, di cliché.
Partendo dal presupposto che oramai sia veramente difficile inventarsi qualcosa di davvero nuovo, penso invece che alcuni temi siano da considerarsi una sorta di background inevitabile, ovvero una serie di tecnologie e atteggiamenti umani che sono da considerarsi certi nel prossimo futuro.
Un po' come le porte a scorrimento e i tablet di Star Trek.
Trovo che sia molto più cliché una cosa fine a se stessa come la Statua della Libertà o la Nave nel Deserto dei film post apocalittici.

Tornando al film, e ai suoi protagonisti, Matt Damon è una perfetta carne da cannone: subisce il corso degli eventi con una totale remissione; sembra il se stesso condannato ad interpretare sempre lo stesso ruolo, il Jason Bourne che oramai non ce la fa più (sono curiosissimo di vederlo nel prossimo film di Terry Gilliam). Jodie Foster bravissima nel suo farsi odiare anche se non dice nulla. E torna Sharlto Copley, personaggio oramai fidelizzato al regista, questa volta in una parte decisamente opposta a quella del precedente lavoro con Blomkamp ma non di meno all'altezza.

Per concludere, Elysium è un ottimo film, l'ennesima sottolineatura sul concetto che certi atteggiamenti umani non siano destinati a cambiare e che, anzi, potranno solo essere amplificati dalla tecnologia.

Valutazioni

Fedeltà tematica: 2/5

Fedeltà visiva: 3/5

Valutazione generale: 5/5


Idee per ambientazioni

Subito dopo la visione del film ho deciso di aggiungere a regolamento la possibilità che i personaggi indossino un esoscheletro che li potenzi, tuttavia non ho sotto mano esempi di wargame da tavolo che li rappresentino.

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