Recensioni: The Colony


La Trama
2045: l'umanità ha costruito macchine per il controllo del clima. Un giorno il macchinario si ferma e condanna il pianeta ad un inverno perenne. La popolazione viene decimata e i pochi sopravvissuti si rinchiudono in colonie sotterranee per sfuggire al gelo. Un giorno, la colonia 7 riceve un messaggio di emergenza dalla vicina colonia 5. Il leader del gruppo, Laurence Fishburne, decide di organizzare una spedizione di soccorso..
Opinione

Avevo anticipato questo film in un post passato, finalmente sono riuscito a vederlo. Già dal trailer si capisce che, non appena passati i canonici 20 minuti prima dell'intreccio, il film si trasformerà in un survival horror.
E' una brutta abitudine tipica dei post-apocalittici scadere in questo tipo di trama, ma per fortuna esistono film come The Divide che riescono a farlo meglio di altri.
Il film inizia con un uomo che viene cacciato dal rifugio perchè malato e, non essendo guarito spontaneamente dopo la quarantena impostagli, deve essere allontanato affinchè non contagli gli altri.
Si scopre così che non è l'unico caso verificatosi e, in questa situazione, la politica del rifugio è semplice: o un colpo alla nuca o "la camminata", ovvero il contagiato viene lasciato vivere ma costretto ad andarsene a piedi in contro al suo destino. Il poraccio sceglie la camminata, ma l'addetto alla sicurezza del rifugio prende l'iniziativa e sceglie per lui il colpo alla nuca scatenando le ire dei presenti. E nulla più.
Si passa alla voce fuori campo del protagonista che racconta quello che potete leggere nel trafiletto introduttivo. Quindi arriva la richiesta d'aiuto, il capo carismatico che lascia il comando allo pseudo-cattivo, il volontario che si offre e non tornerà vivo, la spedizione verso la colonia, la scoperta che esiste un punto dove la neve è cessata, il ritrovamento della provvidenziale dinamite, quindi l'incontro con gli abitanti della colonia impazziti. Quindici minuti di clichè per dare un minimo di trama e giustificare il massacro.
Il tema trattato è il medesimo di The Road, ovvero gli uomini, costretti al digiuno, finiscono per sbranarsi tra loro. Quindi "i buoni" contro "i cannibali". (C'è un certo sottotesto vegan-vegetarianista nella trama, il medesimo che ho visto più di recente in Noah, e spero che sia solo una moda passeggera.)
Il team, lasciato sul campo il volontario-vittima, riesce a fuggire dalla colonia infestata di cannibali facendo esplodere l'unico ingresso. Ma ben presto scopre che questi, guidati da un carismatico capo cannibale rasato e con i denti a punta (qualcuno ha detto Doomsday?), sono fuggiti e li stanno ancora inseguendo.
A nulla serve il sacrificio estremo di "Laurence Fishburne" che si fa saltare assieme all'unico ponte che li separa dai cannibali. I mangia-uomini sono un esercito inarrestabile, più ne ammazzano più ne saltano fuori. Fuggono da rifugi esplosi, guadano fiumi congelati eppure si gettano a mani nude contro i coloni armati di fucile. Qualcosa non torna. La colonia viene presto distrutta e il protagonista, dopo aver combattuto contro il mostro finale, alias capo-cannibale, fugge con "la bella" e altri pochi sopravvissuti.
O forse, dato che il film si interrompe subito dopo la loro uscita dalla colonia e la voce fuori campo annuncia che per loro ora resta solo da sopravvivere.

Sono abbastanza fastidiato dai film privi di finale, ovvero quelle trame che arrivano al punto di svolta e ti lasciano con un "chissà". Forse per lasciarsi aperto un seguito, forse per lasciare allo spettatore un senso di incompletezza (come il pessimo Another Earth che ho recensivo altrove). Quello che ho percepito io è stato semplicemente una carenza di idee.

Inoltre, mi sembra di individuare una sorta di vessazione vegetariana: davvero gli uomini non sono riusciti a salvare nemmeno un pollo ma solamente piante? Improbabile.
Persino in Metro 2033 erano riusciti a salvare dei maiali e a portarli in metropolitana (non esattamente un luogo adatto alla sopravvivenza, benchè si parli della metropolitana di Mosca).


Valutazioni

Fedeltà tematica: 5/5

Fedeltà visiva: 5/5

Valutazione generale: 1/5


Idee per ambientazioni

Ho sicuramente apprezzato l'originalità di un post-apocalittico nella neve piuttosto che nel solito deserto, tuttavia buona parte del film si svolge al chiuso dei rifugi.
In pratica potrebbe essere una sorta di Dungeons and Dragons con i rifugi al posto dei primi (i sotterranei) e i cannibali al posto dei secondi (i draghi).

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